Sebbene il restauro della facciata della prepositurale di Gallarate – realizzata dal Boito tra il 1868 e il ’70, subentrato nel progetto della chiesa a Giacomo Moraglia, morto nel 1860 – sia da considerarsi del tutto rientrante nelle prassi consolidate, vale nondimeno la pena di descriverne in dettaglio l’esperienza. Ciò con il duplice scopo di lasciare testimonianza dell’evento e per confermare, appunto, come l’approccio concettuale ed esecutivo, che si rifà alle logiche della “conservazione”, dal punto di vista delle procedure di progetto e degli interventi esecutivi, sia premiante rispetto agli obiettivi di mantenimento della materia dell’architettura e dei suoi significati, ma anche in relazione agli esiti formali e di “presentazione” dell’opera restaurata. Si consideri, inoltre, che la basilica prepositurale, dedicata all’Assunta, è uno dei più insigni monumenti cittadini sui quali è documentata l’attività di Camillo Boito, attivo a Gallarate in quegli anni, chiamato dai Ponti, nota famiglia di industriali locali, che gli commissionarono, tra l’altro, la loro cappella funeraria presso il cimitero maggiore e il civico ospedale.


Esterni: conservazione delle superfici e consolidamenti strutturali. Interni: Pulitura delle superfici a secco con aspirazione delle polveri, gomme wishab, impacchi con velina inglese e acqua distillata, stuccature, consolidamenti localizzati ed integrazione pittorica. Pulitura meteriali lapidei. Descialbo semicolonne in marmorino e restauro marmorino originale. Pulitura superfici affrescate, consolidamenti e integrazione pittorica. Risarcimenti lacune e stucchi dorati, pulitura con tensioattivi lievemente basici, integrazione con foglia oro. Descialbo trabeazione e recupero delle cromie originali. Descialbo superfici decorate della Cappella dell’Assunta e recuero delle decorazioni originali.

