Palazzo Tarsis C.so Vittorio Emanuele, Milano

Gasparoli

Il Palazzo Tarsis, costruito tra il 1836 ed il 1838 su progetto dell’architetto Luigi Clerichetti, venne commissionato dal Conte Paolo Tarsis e portato a termine dai figli dopo la sua morte. Il Clerichetti fece parte di quel gruppo di abili professionisti, come Moraglia, Crivelli, Amati, ecc. che contribuirono in maniera decisiva a dare forma alla Milano ottocentesca, tra il 1814 ed il 1848. In questo periodo di restaurazione, favorita dal felice periodo economico, si sviluppò un’intensa attività edificatoria che ridefinì l’aspetto tipologico ed il tessuto urbano di centrali aree cittadine come i quartieri Montenapoleone, Borgonuovo, Monforte e della Corsia dei Servi (ora C.so Vittorio Emanuele). Il Palazzo Tarsis sorge su un’area precedentemente occupata dalla Chiesa di S. Paolo, demolita nel 1812, che dava il nome alla via. Il Palazzo, ultima testimonianza rimasta su Corso Vittorio Emanuele di quel rinnovamento messo in atto nell’Ottocento, subì gravi danno durante i bombardamenti dell’agosto 1943. Il restauro, non del tutto rispettoso dell’originario disegno, fu condotto dall’arch. Guglielmo Ulrich nel 1957: venne modificato il lato sinistro della facciata principale per ricavare i portici, secondo la nuova sistemazione del Corso, mentre sul lato destro venne accorpata una nuova ala contenente la galleria che collega con via dell’Agnello.

Opere eseguite

Pulitura, consolidamento, sigillatura e protezione di materiali lapidei (capitelli, colonne, cariatidi); coloritura a velatura delle superfici intonacate.

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