San Fedele, uno dei poli monumentali della Milano di S. Carlo, venne edificata per la Compagnia di Gesù a partire dal 1569 ed ebbe come maggiore artefice Pellegrino Tibaldi, cui succedettero Martino Bassi, probabilmente Aurelio Trezzi e, nel 1633, Francesco Richini. Il Tibaldi, disegnando un’unica ampia navata, aveva tenuto conto delle specifiche esigenze del nuovo Ordine e, progettando un edificio di notevole monumentalità relativamente alla modesta estensione del terreno, aveva realizzato quel fasto architettonico voluto dal Borromeo. Nel corso dell’Ottocento sino ai primi anni del Novecento si registrarono ripetuti interventi di manutenzione e abbellimento della chiesa. Dopo i bombardamenti del 1943 che distrussero l’antica Casa Professa, poi ritornata ai Gesuiti e interamente ricostruita, la chiesa venne restaurata. La facciata è realizzata in pietra d’Angera con elementi in pietra di Saltrio mentre sul fronte settentrionale sono presenti anche ampie specchiature in intonaco e cemento decorativo. Gli elementi lapidei sono in avanzato stato di degrado anche a causa degli interventi riparativi subìti nel corso dell’ultimo secolo.