La costruzione del Duomo di Milano inizia nel 1386 sull’area in cui sorgevano le antiche basiliche di Santa Tecla e Santa Maria Maggiore. Dedicato a Maria Nascente, l’edificio è stato voluto da Gian Galeazzo Visconti e promosso dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo. È il più grande e complesso edificio gotico d’Italia. Realizzato in marmo di Candoglia, ha una lunghezza di 157 metri e occupa una superficie di 11.700 metri quadrati. La guglia maggiore raggiunge un’altezza di 108,5 metri. I lavori di costruzione si protraggono per cinque secoli e durante questo periodo architetti, scultori, artisti e maestranze, sia locali sia provenienti da tutta Europa, si avvicendano sulla Fabbrica. Il risultato è un’architettura unica, improntata ad una sintesi tra lo stile gotico d’oltralpe e la tradizione lombarda. La complessità di realizzazione è tale che l’ultima parte portata a termine è la facciata, nel 1813. L’interno ha pianta a croce latina, con un profondo coro e l’abside poligonale. Lo stile è prevalentemente tardo-gotico con l’aggiunta di elementi classicheggianti risalenti al periodo della Controriforma, quando prendono forma il presbiterio, l’altare maggiore, i pulpiti e alcuni altari laterali. Si tratta dunque di un organismo complesso e spettacolare, segnato da una lunghissima vicenda costruttiva, che deve parte della sua fama alle eccezionali dimensioni e alla sorprendente ricchezza della decorazione statuaria.




Pulitura e stuccatura delle superfici interne in marmo di Candoglia corrispondenti alla muratura della navata di sinistra. Le tecniche utilizzate sono state impacchi con agenti solventi e complessanti, microaerabrasivatura, pulitura a laser.

