La basilica di S. Ambrogio è l’edificio che forse più di ogni altro costituisce il caposaldo dell’immagine e della tradizione milanese. Le continue manipolazioni, compiute proprio in nome della permanenza apparente di quella tradizione e di quell’immagine, però, lo hanno trasformato in documento esemplare della storia del restauro. Nonostante ciò esso è accreditato, sui manuali di storia dell’arte, come prototipo dell’architettura lombarda dei sec. XI e XII. La basilica martyrum sorse nel 379 sul sepolcro dei SS. Protaso e Gervaso; il vescovo Ambrogio vi fu sepolto nel 397. Per volontà dei vescovi Angilberto e Ansperto presero avvio le trasformazioni che configurarono poi la basilica medievale, tra il IX e il XII sec. I restauri del 1857-1890 provvidero ad eliminare le sovrapposizioni barocche del Pellegrini. Gli interventi di conservazione eseguiti dalla Gasparoli Srl, tra il 1998 e il 2000, hanno riguardato l’Atrio di Ansperto ed il nartece, il bramantesco portico della Canonica e l’Oratorio di S. Sigismondo.