Cà Brutta, Milano

Gasparoli

Il complesso residenziale sito in via Moscova è la prima importante opera architettonica di Giovanni Muzio (1893-1982). L’edificio fu completato nel 1922 e fu fortemente criticato della borghesia e della stampa. Il complesso fu accusato di essere “affetto da lue berlinese” e il risultato di una “pazza e squinternata fantasia di architetto”. Da allora il fabbricato è conosciuto con l’espressione dialettale “Ca’ Brütta”. Per i Novecentisti invece, la Ca’ Brütta, indiscutibilmente “rimestò le acque, aprendo nuovi orizzonti”. L’impostazione dei corpi edilizi fu rivoluzionaria, in quanto la loro ripartizione volumetrica costituiva una risposta specifica sia al tema funzionale, sia a quel particolare luogo. Muzio suddivide l’isolato in due corpi edilizi separati da una strada privata, un corpo in linea ed un edificio a corte, collegati verso la strada principale dal motivo dell’arco compreso tra due testate, che genera un’unica entità architettonica. La composizione dei corpi edilizi contribuì alla creazione di “condizioni molto favorevoli di aria e luce per tutti i locali” – tema centrale del Moderno – consentendo la creazione di luoghi ariosi sui tetti: lunghe terrazze agli attici dell’ultimo piano, il pergolato sopra l’arco di collegamento e le altane, oggi perdute, che coronavano i due corpi di testata.

Opere eseguite

Pulitura, consolidamento, sigillatura e protezione degli elementi lapidei. Restauro delle superfici intonacate con nuova tinteggiatura a velatura. I lavori sono stati eseguiti in ATI con Formica Restauri.

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