Galleria Vittorio Emanuele, Milano

Gasparoli

Nella prima metà del XIX secolo Milano guardava alle grandi capitali europee come Londra e Parigi come esempio di urbanizzazione. È così che nel 1859 venne sviluppata l’idea di un passaggio coperto che collegasse piazza Duomo a piazza della Scala, da dedicare al Re che portò Milano ad unificarsi al Regno d’Italia. La zona prescelta era quella a sinistra del Duomo, edificata con piccole costruzioni non consone all’immagine che la municipalità voleva dare alla piazza. Il Comune indisse un concorso internazionale, nel 1860, vinto dopo alterne vicende, da Giuseppe Mengoni, che propose una lunga galleria attraversata da un braccio con al centro dell’incrocio una grande sala ottagonale: la copertura prevedeva un’ossatura in ferro e il resto in vetro. I due ingressi principali, quelli del braccio più lungo, sono costituiti da due grandi archi trionfali. I capitali necessari si trovarono costituendo una società in Inghilterra. La facciata su piazza Duomo venne completata nel 1877 e il 30 dicembre di quell’anno il Mengoni lì moriva cadendo dalle impalcature. La Galleria con i suoi caffè divenne ben presto il salotto di Milano. Fu parzialmente distrutta dai bombardamenti del 1943. Gli interventi relativi alla ricostruzione delle devastazioni belliche furono eseguiti tra il 1949 e il 1955. Essi, sebbene abbiamo mantenuto gli aspetti formali e stilistici della Galleria del Mengoni, ne alterarono però sistematicamente e diffusamente la consistenza materica.

Il cantiere di restauro

I restauri hanno richiesto un intero anno, con l’impiego di 12 restauratori e circa 35.000 ore di lavoro. Le superfici interessate sono pari a circa 14.000 mq, suddivise fra superfici intonacate, superfici in cemento decorativo e superffici lapidee. Prima dell’inizio dei lavori, ancora in fase di progettazione, sono state eseguite indagini analitiche e stratigrafiche volte a fornire informazioni sulla caratterizzazione dei materiali, sul loro stato di conservazione e su eventuali precedenti trattamenti. Gli interventi sono consistiti in: pulitura, consolidamento e protezione dei materiali lapidei e ricoloritura delle superfici intonacate.

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