Villa Reale, Monza

Gasparoli

La Villa Reale di Monza fu fatta costruire da Ferdinando d’Austria nel 1777-80 su disegno di Giuseppe Piermarini. L’architetto folignate affrontò il tema della residenza monzese dopo la colloborazione con Luigi Vanvitelli alla Reggia di Caserta; sebbene gli studi iniziali prevedessero un edificio di modeste dimensioni, la progressiva estensione della proprietà gli consentì di ripetere in loco il modello della dimora di alta rappresentanza. Dalla complessa articolazione origina l’autonomia dei vari prospetti; di tutti, quello verso il giardino è il più significativo per il breve risalto dei corpi in aggetto e delle semicolonne. Nel 1797, col nome di Palazzo nazionale, fu dimora del vicepresidente della Repubblica Cisalpina, poi del vicerè d’Italia Eugenio di Beauharnais, che la ingrandì e vi aggiunse il parco. Dal 1859 in mano ai Savoia, la Villa venne considerevolmente modificata secondo lo stile dell’epoca, il neo-barocco, ad opera degli architetti Achille Majnoni, Luigi Tarantola e Villamarina, soprattutto per quanto riguarda l’ala sud. Il 29 luglio 1900 Umberto I fu assassinato proprio a Monza e in seguito a questo tragico evento il figlio, ed erede al trono Re Vittorio Emanuele III, non volle più utilizzare la villa. Nel 1934 Vittorio Emanuele III fece dono di gran parte della Villa ai Comuni di Monza e Milano ma mantenne ancora la porzione dell’ala sud, con sale dell’appartamento del padre, sempre costantemente chiusi in sua memoria. Con l’avvento della Repubblica, l’ala sud diventò patrimonio e amministrazione dello Stato.

Opere eseguite

Restauro delle superfici intonacate e delle superfici lapidee con pulitura, riadesione della parti di intonaco distaccate, consolidamento corticale, coloritura.

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